Sclerosi multipla

Scienza: Uso a lungo termine di un estratto di cannabis in pazienti con sclerosi multipla (SM)
Uno studio aperto su 137 malati di SM con sintomi non controllati soddisfacentemente con i farmaci standard è stata condotta con uno estratto orale di cannabis (Sativex) per investigare efficacia e sicurezza a lungo termine. I partecipanti hanno completato uno studio di 10 settimane controllato con placebo e sono stati seguiti in media per 434 giorni (range 21-814).
Un totale di 58 pazienti (42.3 per cento) si è ritirato per mancanza di efficacia (24 pazienti), effetti avversi (17) e altri motivi (17). I pazienti hanno riferito 292 effetti indesiderati, di cui l’86% lieve o moderato, incluso dolore in bocca (28 pazienti), vertigini (20), diarrea (17), nausea (15) e disturbi della mucosa orale (12). Tre pazienti ebbero 5 effetti avversi seri (2 convulsioni, 1 caduta, 1 polmonite, 1 infiammazione intestinale). Quattro pazienti hanno avuto la loro prima convulsione.
I miglioramenti ottenuti e i dosaggi presi nello studio acuto rimasero stabili. Una interruzione improvvisa pianificata in 25 pazienti non provocò una vera sindrome da astinenza, benché 11 pazienti (46 per cento) abbiano riportato almeno un sintomo da astinenza (stanchezza, sonno interrotto, vampate calde e fredde, alterazioni dell’umore, ridotto appetito, labilità emozionale, intossicazione o sogni vividi). Gli autori concludono che l’uso a lungo termine di un estratto di cannabis”mantiene il suo effetto nei pazienti che hanno avuto benefici fin dall’inizio. La precisa natura e frequenza dei rischi a lungo termine, specialmente l’epilessia, richiederà studi su più pazienti e per più tempo.”
Fonte: Wade DT, Makela PM, House H, Bateman C, Robson P. Long-term use of a cannabis-based medicine in the treatment of spasticity and other symptoms in multiple sclerosis. Mult Scler 2006;12(5):639-45.

Scienza: In uno studio clinico, la cannabis riduce il dolore neuropatico da sclerosi multipla
I ricercatori inglesi del Walton Centre for Neurology and Neurosurgery di Liverpool hanno dimostrato che l’estratto di cannabis
Sativex della GW Pharmaceuticals è efficace nel ridurre il dolore centrale neuropatico e i disturbi del sonno in malati con sclerosi multipla (SM). “Il dolore central neuropatico è frequente nei malati di SM. Può essere estremamente debilitante e rispondere poco alle terapie disponibili,” ha detto la Dr Carolyn Young, ricercatore principale dello studio.
Lo studio, di 5 settimane controllato con placebo, è stato condotto in 66 pazienti con SM che avevano dolore neuropatico cronico. 64 pazienti hanno completato lo studio, e di questi 32 hanno ricevuto l’estratto di cannabis e 32 il placebo. Il Sativex contiene uguali quantità di THC e cannabidiolo (CBD) ed è somministrato come spray sotto la lingua. La dose quotidiana massima di THC era
25 mg (range: 5-65 mg). Il dolore e i disturbi del sonno sono stati registrati giornalmente su una scala numerica a 11 punti. La cannabis ha provocato una riduzione media del dolore di 2.7
(base: 6.5) in confronto con
1.4 (base: 6.4) nel gruppo del placebo. Il sonno era significativamente migliorato di 2.5 punti con la cannabis ma di solo 0.8 punti con il placebo. L’estratto di cannabis è stato in genere ben tollerato, sebbene più pazienti
che con il placebo abbiano riferito capogiri, bocca secca e sonnolenza.
Sulla base di questi risultati, pubblicati nella rivista Neurology, il Sativex è stato approvato come farmaco in Canada per il sollievo sintomatico del dolore neuropatico negli adulti con SM ed è disponibile in farmacia da giugno 2005.
Fonti: Rog DJ, Nurmikko TJ, Friede T, Young CA. Randomized, controlled trial of cannabis-based medicine in central pain in multiple sclerosis. Neurology 2005;65(6):812- 9; comunicato stampa della GW Pharmaceuticals del 27 Settembre 2005.

Scienza: Cannabis e THC riducono l’incontinenza nella sclerosi multipla in un ampio studio clinico
I dati di uno studio clinico pubblicati nel Marzo 2006 mostrano che sia un estratto di cannabis che il THC puro causano una significativa riduzione dell’incontinenza rispetto a un placebo. Lo studio era parte di un trial multicentrico sui cannabinoidi in 630 pazienti con sclerosi multipla  (studio CAMS) condotto in UK, i cui principali risultati erano già stati pubblicati nel 2004.
I participanti avevano ricevuto o il Cannador (estratto di cannabis incapsulato), il Marinol (preparazione di THC) o un placebo per 15 settimane alla dose massima di 10-25 mg di THC a seconda del peso corporeo. I pazienti tenevano un diario dell’incontinenza. L’estratto di cannabis portò a una riduzione del 38% dell’incontinenza, il THC del 33%, e il placebo del 18%. I ricercatori concludono che questi risultati “suggeriscono un effetto clinico della cannabis sugli episodi di incontinenza nei pazienti con sclerosi multipla.”
Fonte: Freeman RM, Adekanmi O, Waterfield MR, Waterfield AE, Wright D, Zajicek J. The effect of cannabis on urge incontinence in patients with sclerosi multipla : a multicentre, randomised placebo-controlled trial (CAMS-LUTS). Int Urogynecol J Pelvic Floor Dysfunct 2006 Mar 22; [pubblicazione elettronica anticipata rispetto alla stampa]

IACM: notizie dalla Conferenza IACM 2005 presso l’Università di Leiden
Cannabis nella sclerosi multipla: ricercatori britannici hanno presentato i risultati di uno studio a lungo termine su un estratto di cannabis (Sativex) nella sclerosi multipla. I pazienti soffrivano di almeno uno dei seguenti sintomi: spasticità, spasmi, problemi alla vescica, tremore o dolore. Nello studio a lungo termine sono stati inclusi 137 pazienti (durata media: 434 giorni [minimo 21, massimo 814]); tale studio conseguiva a una sperimentazione acuta di sei settimane su 160 pazienti. Nello studio acuto la dose massima giornaliera consisteva in media in 37.5 mg di THC e CBD. 66 pazienti affetti da spasticità hanno completato 82 settimane di trattamento. Nello studio acuto il gruppo presentava all’ingresso una spasticità media, calcolata sulla scala analoga visuale, di 69.5 punti, ridotta a 34.2 all’ingresso nello studio a lungo termine e si assestava a 31.8 dopo 82 settimane. Lo studio dimostra che i benefici effetti della cannabis sulla spasticità nella sclerosi multipla sembrano mantenersi nel corso del trattamento a lungo termine, senza andare incontro a fenomeni di tolleranza. (Estratto da Robson et al.)

Il trattamento con Cannabis fornisce benefici nel lungo periodo sulla rigidità muscolare e sulla mobilità nei pazienti con sclerosi multipla
Sono stati pubblicati i risultati preliminari di uno studio a lungo termine, noto sotto il nome di British CAMS Study (Cannabinoids in Multiple Sclerosis), riguardante la più grande sperimentazione clinica sinora condotta sul THC e la cannabis nella sclerosi multipla. I risultati della sperimentazione, della durata di 15 settimane e riguardante un totale di 630 pazienti rientranti nei criteri di inclusione, erano stati pubblicati sul Lancet nel novembre 2003. L’80% della popolazione dei pazienti originaria ha poi partecipato ad uno studio di prosieguo della durata di 12 mesi. Mentre nello studio a breve termine non era stato rilevato un effetto significativo dei cannabinoidi sui parametri obiettivi di spasticità secondo la scala di Ashworth, lo studio a lungo termine ha dimostrato effetti significativi su tale parametro nel gruppo trattato con THC. Come nello studio a breve termine, non vi era miglioramento obiettivo significativo della spasticità nel gruppo trattato con cannabis rapportato a quello placebo. Nello studio di 15 settimane, 657 pazienti con sclerosi multipla stabile e spasticità muscolare avevano assunto o un estratto capsulato di cannabis, o THC o placebo. La dose massima giornaliera era di 10-25 mg di THC. 630 pazienti risultavano statisticamente analizzabili. Benché non ci fossero prove obiettive che la cannabis attenuasse la spasticità causata dalla malattia, i pazienti avevano riferito di miglioramenti soggettivi del dolore e della spasticità stessa. La mobilità risultava anch’essa migliorata. I risultati dello studio avevano indotto gli esperti a formulare conclusioni discrepanti rispetto ai benefici terapeutici dei cannabinoidi nella sclerosi multipla. Sino ad oggi sono disponibili solo informazioni preliminari sullo studio di 12 mesi. Non è chiaro perché il THC e non la cannabis abbiano effetti sulla scala di Ashworth. Sulla base dei dati preliminari, gli autori sono giunti alla conclusione che “I risultati iniziali suggeriscono che ci potrebbero essere maggiori benefici sul lungo periodo rispetto a quelli trovati nella prima parte dello studio.”
Fonti: Comunicato stampa del 9 ottobre 2004 sulla sperimentazione di cannabinoidi nella sclerosi multipla; Zajicek J. The cannabinoids in MS study – final results from a 12 months follow-up. Mult. Scler. 2004; 10 [suppl 2]: 115.

Tre studi dimostrano gli effetti teraputici della cannabis nella sclerosi multipla (SM)
Tre studi clinici sull’effetto del THC e della cannabis sono stati pubblicati nel numero di agosto della rivista Multiple
Sclerosis. Gli studi di Wade et al. (2004) di Oxford e di Brady et al. (2004) di Londra hanno usato un estratto spray
di cannabis e lo studio svizzero di Vaney et al. (2004) un estratto di cannabis in capsule.
Lo studio svizzero su 57 pazienti, che hanno ricevuto una dose giornaliera di 15-30 mg THC, hanno mostrato una
riduzione della frequenza degli spasmi e un miglioramento della mobilità nei 37 pazienti che hanno ricevuto almeno il
90% della dose massima. Gli autori concludono che l’estratto “può ridurre la frequenza degli spasmi e
aumentare la mobilità con effetti collaterali tollerabili nei pazienti con SM e spasticità persistente e resistente ad altri farmaci”.
160 pazienti con SM e uno dei seguenti sintomi sono stati inclusi nello studio di Wade et al. (2004): spasticità, spasmi,
problemi vescicali, tremore o dolore. Essi ricevettero dosi quotidiane da 2.5 a 120 mg di THC. Con l’estratto di
cannabis il punteggio del sintomo primario si ridusse in modo non significativo da una media di 74 a 49, e con il
placebo da 74 a 55. I punteggi della spasticità furono invece ridotti significativamente.
Brady et al. (2004) hanno investigato l’effetto della cannabis in 21 pazienti con disfunzioni della vescica, 15 dei quali
hanno completato lo studio. L’urgenza urinaria, il numero e il volume degli episodi di incontinenza, la frequenza dello
svuotamento della vescica, e la nicturia diminuirono tutti significativamente a seguito del trattamento.
Gli abstracts degli articoli sono disponibili online nell’archivio di studi clinici IACM all’indirizzo http://www.cannabis-med.org/studies/study.php
Fonti: Vaney C, et al. Mult Scler 2004;10(4):417-24; Wade DT, et al. Mult Scler 2004;10(4):434-41; Brady CM, et al.Mult Scler 2004;10(4):425-33.

L’estratto medicinale a base di cannabis migliora la spasticità nei pazienti con sclerosi multipla
L’obiettivo dello studio è stato quello di valutare se un estratto medicinale a base di Cannabis fosse in grado di ridurre alcuni sintomi nei pazienti con sclerosi multipla.
Sono stati arruolati 160 pazienti ambulatoriali affetti da sclerosi multipla e che manifestavano spasticità, spasmi, problemi alla vescica, tremore o dolore.
I pazienti sono stati trattati con spray oromucosali di placebo, oppure con estratti medicinali a base di Cannabis contenenti uguali quantità di delta-9-tetraidrocannabinolo ( THC ) e cannabidiolo ( CBD ) ad una dose di 2.5-120mg ogni giorno, in dosi separate.
La misura dell’outcome primario era il punteggio della scala VAS ( Visual Analogue Scale) per ciascuno dei sintomi più fastidiosi avvertiti dal paziente.
Dopo la somministrazione degli estratti a base di Cannabis, il punteggio del sintomo primario si è ridotto da un valore medio di 74.36 a 48.89, e da 74.31 a 54.79 con placebo.
I punteggi VAS per la spasticità si sono significativamente ridotti dopo l’assunzione dell’estratto medicinale a base di Cannabis (Sativex
) rispetto al placebo ( p = 0.001 ).
Non sono stati riscontrati significativi effetti indesiderati sulla funzione cognitiva o sull’umore, e l’intossicazione è risultata generalmente lieve.
Fonte: Wade D T et al, Mult Scler 2004; 10: 434-441

Cannabis e sclerosi multipla
In questo studio, condotto su 160 pazienti con Sclerosi Multipla provenienti da 3 centri clinici inglesi, è stato valutato l’effetto di estratti standardizzati di cannabis su sintomi diversi: spasticità, disturbi urinari, tremore, dolore.
Vari derivati della cannabis (somministrati per bocca o sotto forma di spray orale) sono stati confrontati con preparazioni analoghe di placebo. Per ogni paziente l’eventuale attività veniva valutata rispetto al suo sintomo principale, utilizzando un punteggio, soggettivo, basato su una scala analogica.
Gli estratti di cannabis sono risultati più efficaci del placebo nel ridurre la gravità media del sintomo-indice; per la spasticità, in particolare, la differenza tra farmaco attivo e placebo è stata altamente significativa. Non sono stati osservati effetti collaterali di rilievo sull’umore o sulle facoltà cognitive e, in generale, la tossicità del trattamento è stata modesta.
Fonte: DT Wade et al. Do cannabis-based medicinal extracts have general or specific effects on symptoms in multiple sclerosis? A double-blind, randomized, placebo-controlled study on 160 patients. Multiple Sclerosis 2004, 10 ; 434.

Cannabis e sclerosi multipla – 2
Questo studio, randomizzato e in doppio cieco, è stato condotto allo scopo di verificare l’attività di estratti standardizzati di cannabis sativa, somministrati per via orale, in 50 soggetti scarsamente responsivi ai comuni trattamenti antispastici,
ricoverati presso una struttura di riabilitazione, in Germania.
Il disegno dello studio, piuttosto complesso, prevedeva la somministrazione di farmaco attivo e di placebo in un gruppo di controllo, per una durata di 14 giorni. La valutazione dei risultati si basava su rilevazioni soggettive e oggettive.
Lo studio, pur non avendo evidenziato differenze statisticamente significative a favore del trattamento con l’estratto di cannabis, ha mostrato una tendenza al miglioramento della spasticità, a fronte di effetti collaterali di entità moderata.
Fonte : C.Vaney et al. Efficacy, safety and tolerability of an orally administered cannabis extract in the treatment of spasticity in patients with multiple sclerosis: a randomized, double-blind, placebo-controlled, crossover study. Multiple Sclerosis 2004, 10 ; 417.

Un agonista dei recettori per i cannabinoidi attenua l’interazione leucociti-endotelio in un modello sperimentale di sclerosi multipla
L’interazione tra leucociti ed endotelio rappresenta un importante step nella progressione della sclerosi multipla.
Gli agonisti dei recettori per i cannabinoidi sono in grado di down-regolare le risposte immunitarie.
Esistono inoltre evidenze, seppur preliminari, che queste sostanze possono rallentare la progressione della sclerosi multipla.
Ricercatori della Temple University a Filadelfia hanno esaminato come gli agonisti dei recettori per i cannabinoidi possano interfere con il “rolling” e l’adesione dei leucociti.
Lo studio ha riguardato animali affetti da encefalomielite autoimmune sperimentale ( EAE ), una malattia simile alla sclerosi multipla.
I risultati hanno dimostrato che l’EAE aumenta il “rolling” e l’adesione dei leucociti a livello cerebrale e che questa aumentata interazione leucociti-endotelio può essere attenuata mediante somministrazione di WIN 55212-2.
Di SclerosiOnline.net ( Xagena )

Incoragggianti gli effetti di un estratto della cannabis sulla spasticità uno dei sintomi più comuni della SM  
La casa farmaceutica GW Pharmaceuticals ha annunciato risultati preliminari positivi nel trial clinico di fase III che valuta l’effetto di Sativex® sulla spasticità in 189 pazienti con SM.
Nel trial di fase III, è stato evidenziato un miglioramento statisticamente significativo, rispetto al placebo, nella spasticità misurata tramite una scala numerica (p<0.05), l’end point primario dello studio. Altre scale di misurazione secondarie, come la scala di Ashworth, hanno fornito risultati in favore di Sativex® che però non hanno raggiunto la significatività statistica.
Il trial è multicentrico, in doppio cieco, randomizzato con placebo. Oltre al farmaco dello studio, i pazienti hanno continuato ad assumere la loro terapia di base. La spasticità è uno dei sintomi più comuni della SM e può interferire su molti aspetti della vita quotidiana.
Il dr. Geoffrey Guy, presidente esecutivo della GW Pharmaceuticals, ha affermato “Questo positivo trial di fase III supporta ulteriormente i dati sull’efficacia di Sativex® sulla spasticità, uno dei sintomi più comuni della SM. Gli effetti ottenuti in questo trial sono superiori a quelli ottenuti dai pazienti con le loro terapie di base. Oltre all’effetto sulla spasticità, i trial precedenti sulla SM hanno mostrato che il farmaco riduce il dolore e i disturbi del sonno e migliora la qualità della vita.”
Vi ricordiamo che Sativex® è un estratto dalla pianta medicinale cannabis che contiene tetraidrocannabinolo (THC) e cannabinoidi (CBD) come componenti principali. Il farmaco viene somministrato tramite spray orale.

Cannabis e sclerosi multipla, benefici a lungo termine
Sono stati presentati al convegno della “British Association for the Advancement of Science”, a Exeter, i risultati della prosecuzione del follow-up dello studio CAMS,
pubblicato lo scorso novembre su Lancet, e condotto su 630 malati di sclerosi multipla.
Il prof. Zajicek, ricercatore del Derriford Hospital di Plymouth (UK) che ha coordinato lo studio – pur pesando le parole con la massima prudenza – ha detto che, sulla base delle nuove osservazioni, sembrano esserci benefici a lungo termine che non si erano resi evidenti nella prima parte dello studio, e in particolare che la cannabis può aiutare a rilassare i muscoli rigidi e spastici, oltre che migliorare l’umore dei malati.
Alla fine della prima fase dello studio (15 settimane), più di 500 pazienti avevano accettato di continuare la terapia in corso (THC, estratto di cannabis, o placebo) per un intero anno. Alla fine dei 12 mesi i pazienti che avevano ricevuto la sostanza attiva hanno mostrato decisi miglioramenti, sia come riduzione della spasticità, sia come riduzione generale del grado di disabilità. Il risultato è in accordo con gli studi su animali che hanno mostrato che i cannabinoidi riducono il danno neurologico e ritardano la morte delle cellule. I risultati del nuovo studio dovrebbero essere pubblicati fra breve.
A distanza di qualche giorno,
a Parigi, nel corso del “Meeting of the International Continence Society and the International UroGynecological Association”, sono stati presentati risultati molto incoraggianti sull’efficacia dei cannabinoidi nel trattamento dell’incontinenza urinaria nei malati di sclerosi multipla.
Lo studio ha dimostrato che i cannabinoidi diminuiscono sia il numero di episodi di incontinenza sia la quantità di urina perduta. Secondo uno dei ricercatori, il dr. Robert Freeman, urologo di Plymouth, sebbene siano necessari ulteriori studi a conferma, i risultati si devono considerare molto incoraggianti, considerando che fino all’80% dei malati di sclerosi multipla ha problemi di incontinenza urinaria.
Fonti: New Scientist 10 Set 2004 http://www.newscientist.com/
The Guardian, 11 Set 2004 http://www.guardian.co.uk/guardian/

Cannabis medicine trial reveals benefit to SM sufferers
CANNABIS-BASED medicines may be of benefit to some multiple sclerosis sufferers, research showed today. But scientists studying more than 600 people around the UK found no objective proof that the drug actually reduced muscle stiffness in the arms and legs of MS patients. The research, published in The Lancet, showed mixed results to the three-year trial, which many had hoped would help lead to cannabis-based treatments being widely prescribed. The Multiple Sclerosis Society said on the evidence now available, those who might benefit from the drug should have the treatment provided on the NHS. Many MS sufferers have found the class B drug gives them relief from the crippling condition, which includes symptoms such as spasticity, pain and tremors, and have risked arrest so they can take cannabis. The drug is due to be downgraded to class C in January, putting it alongside anabolic steroids and some prescription antidepressants, and making possession a largely non-arrestable offence. The world’s largest study of the medicinal potential of cannabinoids to treat MS was funded by the Medical Research Council. The researchers found that when spasticity was assessed, there was no overall detectable change in patients taking cannabis. But in interviews, around two-thirds of patients on the cannabis treatments said they felt their spasticity had improved. Nota: www.scotsman.com

GB. Cannabis terapeutica: i primi risultati positivi della spermentazione ufficiale
In uno studio che ha coinvolto 350 pazienti malati di sclerosi multipla, l’azienda farmaceutica “GW Pharmaceuticals”, che sta sperimentando l’uso medico della cannabis, ha rilevato risultati statisticamente significativi sulla riduzione di dolori neuropatici e di disturbi del sonno. I risultati di questo studio, che e’ il primo che viene eseguito in modo ufficiale, ai primi del 2003 verranno sottoposti alla Medicines Control Agency, in modo da poter lanciare sul mercato britannico, prima della fine del nuovo anno, il primo farmaco a base di cannabis. Per questo motivo la GW, nei prossimi mesi, si incontrera’ con le aziende farmaceutiche AstraZeneca e GlaxoSmithKline per cercare di stabilire un accordo sulla promozione e sulla distribuzione.

Scienza: un estratto di cannabis è efficiente nella sclerosi multipla
In uno studio alla Clinica Montana (Svizzera) sotto la guida del dott. Claude Vaney sono stati studiati gli effetti di capsule di estratto di cannabis su 57 pazienti con sclerosi multipla.
In un disegno “crossover” metà dei pazienti ricevette prima un placebo e poi l’estratto, mentre l’altra metà ricevette prima la cannabis. La dose fu aggiustata secondo la tolleranza individuale. Le dosi massime giornaliere variarono fra 75 e 30 mg di THC.
Il tono muscolare valutato con la scala Ashworth non fu significativamente influenzato dalla cannabis in confronto al placebo. Tuttavia, soggettivamente il numero di spasmi muscolari e la loro intensità furono ridotti. La mobilità, come misurata con il Rivermead-Mobility-Index (RMI) migliorò con la cannabis. Il sonno non fu influenzato significativamente. In generale, il farmaco fu ben tollerato. Le performances cognitive e motorie non furono significativamente influenzate dalla cannabis.
Una pubblicazione dettagliata è in corso di preparazione.
Fonte: Fortissimo 1 Marzo 2002, Journal of the Swiss Multiple Sclerosis Society

Olanda: cannabis su prescrizione entro un anno
Un’ampia maggioranza dei deputati nella Camera bassa del Parlamento ha detto l’8 aprile che sosterrà una proposta di legge del governo per permettere ai medici di prescrivere cannabis.
La legge ha anche bisogno dell’approvazione del Senato, attesa nel corso dell’anno. Se passerà, due coltivatori selezionati e controllati dal governo produrranno la cannabis. I parlamentari dei tre partiti al governo e dei due maggiori partiti all’opposizione hanno detto che approveranno la legge.
Il portavoce del ministro della salute Bas Kuik ha detto che la cannabis per scopi medici sarà probabilmente disponibile nelle farmacie entro un anno.
Fonte: Associated Press dell’8 aprile 2002, da www.serono.org.

Scienza: effetti analgesici del cannabinoide CT-3 nel dolore neuropatico
Uno studio clinico randomizzato in doppio cieco, condotto su un piccolo gruppo di 21 pazienti, ha dimostrato l’efficacia del cannabinoide sintetico CT-3 quale analgesico nei pazienti con dolore neuropatico cronico. I risultati dello studio, che erano stati presentati dal dottor Udo Schneider della Medical School of Hannover , alla conferenza IACM dello scorso settembre, sono stati adesso pubblicati sul Journal of the American Medical Association.
Fonte: Karst M, et al. Analgesic Effect of the Synthetic Cannabinoid CT-3 on Chronic Neuropathic Pain: a randomized controlled trial JAMA. 2003 Oct 1;290(13):1757-62

Scienza: i cannabinodi inibiscono la neudegenearazione nella SM
Questa ricerca, che ha utilizzato un modello animale della sclerosi multipla, chiamato encefalomielite sperimentale allergica (ESA), dimostra che i topi privi di recettori per i cannabinoidi CB-1 tollerano molto meno gli insulti infiammatori rispetto ai topi normali che sviluppano notevole neurodegenerazione per una reazione immunitaria.
Gli autori concludono che “in aggiunta al controllo dei sintomi, la cannabis potrebbe anche rallentare i processi neurodegenerativi che alla fine portano alla disabilita’ cronica nella sclerosi multipla e forse anche in altre malattie.”
Fonte: Pryce G, et al. Cannabinoids inhibit neurodegeneration in models of multiple sclerosis. Brain.2003; 126: 2191-2202

Scienza: un vasto studio britannico mostra che la cannabis riduce i sintomi della scelrosi multipla
Il più grande studio sull’uso della cannabis e del THC (dronabinolo) per alleviare i sintomi della sclerosi multipla (SM) ha prodotto risultati misti, ma i medici affermano che ci sono dati sufficienti per concedere la licenza per il trattamento della malattia.
Benché non ci siano prove obiettive che la cannabis allevi la spasticità, ovvero la rigidità muscolare causata dall’affezione, i pazienti hanno riferito miglioramenti in rapporto al dolore e agli spasmi. Anche la mobilità è risultata migliorata.
657 pazienti affetti da SM stabile e spasticità muscolare hanno ricevuto o una capsula di estratto di cannabis, o THC o un placebo. Le capsule di cannabis contenevano 2.5 mg di THC e 1.25 mg di cannabidiolo (CBD). La sperimentazione è durata 15 settimane ed è cominciata con una fase di aggiustamento della dose di 5 settimane: durante tale periodo, i pazienti sono stati richiesti di aumentare la loro dose di una capsula due volte al giorno ad intervalli settimanali fino ad una dose massima giornaliera di 10-25 mg di THC (a seconda del peso corporeo). Se si presentavano effetti collaterali, ai pazienti veniva consigliato di non aumentare la dose.
La cura è stata generalmente ben tollerata. Non è stato rilevato un miglioramento obiettivo della spasticità misurata secondo la scala di Ashworth. Tuttavia, si è rilevata una tendenza ad un lieve miglioramento nei pazienti sotto cannabis e THC, con una riduzione sul totale del punteggio di Ashworth di 0.32 per la cannabis e di 0.42 per il THC rispetto al placebo. Si è rilevato, invece, un effetto curativo per quanto riguarda certi sintomi soggettivi. Il 61% ed il 60% dei pazienti cui sono stati somministrati, rispettivamente, estratto di cannabis e THC hanno riferito un miglioramento della spasticità, rispetto al solo 46% di quelli sotto placebo. Per il dolore le cifre corrispondenti sono state, rispettivamente, 42%, 35% e 26%. E’ stata anche dimostrato un miglioramento della deambulazione con la cannabis e il THC per i pazienti dotati di mobilità.
“C’è una fascia di positivi ed una di negativi. Tutto sommato, penso che ci sono dati sufficienti per procedere con la licenza e il processo di registrazione” ha detto alla Reuters il dott. John Zajicek, che ha diretto lo studio. Zajicek ha anche affermato che la ricerca solleva il problema di decidere se è più importante la valutazione del medico o la prospettiva del malato.
“Io ritengo che se c’è un conflitto, ciò che è importante è la percezione del malato e quindi considero i risultati piuttosto incoraggianti” ha dichiarato all’Associated Press il dott. Roger Pertwee, professore di neurofarmacologia all’Università di Aberdeen, che non era coinvolto nello studio.
Una possibile spiegazione per i risultati misti potrebbe essere che la prova muscolare chiamata scala di Ashworth non è abbastanza sensibile per cogliere modificazioni che risultano invece significative per il paziente. “Si tratta di una prova molto remota dalla vita di ogni giorno. Spostare su e giù la gamba di qualcuno che giace su un lettino non si traduce necessariamente molto bene in ciò che accade quando la stessa persona si alza, cerca di camminare in giro o fa i lavori di casa e così via” ha detto il dott. Alan Thompson, professore di neurologia a Londra.
Fonti: Zajicek J, Fox P, Sanders H, Wright D, Vickery J, Nunn A, Thompson A, on behalf of the UK MS Research Group. Cannabinoids for treatment of spasticity and other symptoms related to multiple sclerosis [CAMS study]: multicentre randomised placebo-controlled trial. Lancet 2003: 362 [9385]: 1517-1526. Reuters del 7 novembre 2003, Associated Press del 6 novembre 2003.

Cannbais medicine trial reveals benefits to MS sufferers
CANNABIS-BASED medicines may be of benefit to some multiple sclerosis sufferers, research showed today. But scientists studying more than 600 people around the UK found no objective proof that the drug actually reduced muscle stiffness in the arms and legs of MS patients. The research, published in The Lancet, showed mixed results to the three-year trial, which many had hoped would help lead to cannabis-based treatments being widely prescribed. The Multiple Sclerosis Society said on the evidence now available, those who might benefit from the drug should have the treatment provided on the NHS. Many MS sufferers have found the class B drug gives them relief from the crippling condition, which includes symptoms such as spasticity, pain and tremors, and have risked arrest so they can take cannabis. The drug is due to be downgraded to class C in January, putting it alongside anabolic steroids and some prescription antidepressants, and making possession a largely non-arrestable offence. The world’s largest study of the medicinal potential of cannabinoids to treat MS was funded by the Medical Research Council. The researchers found that when spasticity was assessed, there was no overall detectable change in patients taking cannabis. But in interviews, around two-thirds of patients on the cannabis treatments said they felt their spasticity had improved. Nota: www.scotsman.com

Medicina: GB, Marijuana può aiutare i malatai di sclerosi multipla
(ANSA) – LONDRA, 7 NOV – Medicinali a base di marijuana possono alleviare le sofferenze dei malati di sclerosi multipla. Lo ha stabilito uno studio dell’universita’ di Plymouth, il più approfondito compiuto finora nel mondo, pubblicato sulla rivista medica The Lancet. I ricercatori hanno testato gli effetti della droga su 600 pazienti britannici e circa i due terzi hanno detto di aver riscontrato una diminuzione dei sintomi della malattia. I malati di sclerosi multipla, che solo nel Regno Unito sono circa 85mila, soffrono di spasmi muscolari, forti dolori e insonnia. La sclerosi e’ la malattia neurologica piu’ diffusa tra i giovani adulti del mondo occidentale. I prodotti derivati dalla marijuana possono aiutare, secondo la ricerca, tutte queste persone ad ottenere una migliore qualita’ della vita. ”Questi miglioramenti possono fare la differenza, per le persone
malate di sclerosi multipla – ha commentato Mike O’Donovan, capo esecutivo della Multiple Sclerosis Society – e crediamo che quello
che puo’ portare beneficio ai malati dovrebbe poter essere prescritto come cura dal sistema sanitario nazionale’. Gli stessi pazienti hanno detto di sentirsi meglio quando assumono marijuana, sentendo molto meno sintomi quali spasmi muscolari e
tremori. Diverse compagnie farmaceutiche stanno gia’ lavorando allo sviluppo di medicinali basati su derivati della droga.(ANSA).

Scienza: il THC e la cannbis alleviano il dolore nella sclerosi multipla
Al Quarto Congresso dell’European Federation of IASP Chapters il 2-6 Settembre 2003 a Praga sono stati presentati due nuovi studi clinici su prodotti a base di cannabis nella sclerosi multipla, uno di ricercatori danesi che hanno studiato gli effetti del THC (dronabinol) in 2
pazienti con SM e uno di ricercatori inglesi che hanno studiato l’efficacia di uno spray sublinguale di cannabis in 66 pazienti con SM.
Sotto la guida del dr. KB Svendsen del Danish Pain Research Center dell’Aarhus University Hospital, 24 pazienti SM con dolore neuropatico sono stati sottoposti a uno studio crossover in doppio cieco, controllato con placebo, con il dronabinol (THC), somministrato fino a un massimo di 10 mg al giorno. Le due fasi di trattamento di 3 settimane furono separate da un periodo di 3 settimane di “wash out” (eliminazione totale della sostanza). L’intensità del dolore spontaneo diminuì significativamente durante il trattamento con dronabinol rispetto al placebo. Il sollievo dal dolore fu significativamente più grande con il dronabinol.
I dottori CA Young and DJ Rog del Walton Centre for Neurology and Neurosurgery di Liverpool hanno presentato i risultati del loro studio parallelo, controllato con placebo con uno spray sublinguale di
cannabis contenente 2.7 mg THC e 2.5 mg CBD per erogazione in 66 pazienti con SM, che potevano prendere fino a 48 unità al giorno. Dopo 4 settimane ci fu una significativa riduzione del dolore in media e una significativa riduzione dei disturbi del sonno.
Altre notizie: http://www.cannabis-med.org/studies/study.php
Fonte: Poster abstracts del Congresso di Praga.